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"Il comunismo, per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti" - Karl Marx

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IL GIORNALE COMUNISTA

sabato 26 febbraio 2011

INTERVISTA STAMPA MOLISANA AL NEO SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PRC MARCO CIARFEO

  • Ci puoi dire come è maturata la tua elezione a Segretario Provinciale del PRC?
Innanzitutto mi preme ringraziare le compagne e i compagni che hanno scelto il sottoscritto per questo incarico. La mia elezione è scaturita dal fatto che, negli ultimi tempi, il ruolo era scoperto a causa delle dimissioni per motivi personali della compagna Marina Mengo, che fin qui aveva svolto un ottimo lavoro, e quindi si è resa necessaria una nuova nomina.


  • Quali sono gli obiettivi da raggiungere nell’immediato?

Credo che il percorso sarà stimolante ma anche molto impegnativo in quanto, oltre al lavoro necessario per la riorganizzazione generale dei vari circoli presenti sul territorio, occorreranno grossi sforzi in vista delle imminenti elezioni provinciali. Ovviamente, sarò sempre in stretto contatto con il Segretario Regionale Antonello Manocchio, del quale condivido in pieno la linea politica tenuta in questa fase pre-elettorale.


  • A proposito di elezioni provinciali qual’è la posizione di Rifondazione Comunista?
Dico da subito che non ci appassionano minimamente le diatribe sulla scelta del candidato alla Presidenza ma, al contrario, ci appassionano molto i programmi e gli obiettivi da raggiungere. Come sempre, continuiamo a reclamare con forza provvedimenti incisivi contro la privatizzazione dell’acqua pubblica, contro il precariato, contro lo strapotere padronale che vuole ridurre al silenzio ogni voce dissenziente e, ad esempio, ci chiediamo il motivo della pressoché totale disapplicazione della Legge che garantisce canoni agevolati agli studenti fuori sede. Vorremmo che questi e non altri fossero gli argomenti in discussione.

  • Se non sbaglio avete partecipato alla riunione degli “autoconvocati” a Campobasso?

Abbiamo partecipato alla riunione degli autoconvocati di venerdì scorso a Campobasso perché abbiamo ritenuto che l’incontro fosse importante per il raggiungimento di una unità d’intenti all’interno della coalizione. Per noi è fondamentale che le scelte avvengano all’insegna della compartecipazione come è fondamentale sentire la voce del popolo, della c.d. base. A voler essere sinceri fino in fondo, nella riunione degli autoconvocati avrei preferito ascoltare più opinioni da parte della gente comune e meno interventi, molti dei quali assolutamente condivisibili, da parte dei vari esponenti politici. In ogni caso, dalla riunione è venuta fuori la ricerca positiva di un percorso unitario di coalizione e, quindi, anche se il PRC non è mai stato particolarmente attratto da un metodo di selezione come le primarie è evidente che siamo consapevoli come sia da valutare con serietà ogni percorso che può evitare divisioni che ci condurranno inevitabilmente alla sconfitta elettorale. Pertanto, qualora la strada per l’unità della coalizione di centrosinistra passi per le primarie non credo che saremo proprio noi a metterci di traverso.


  • Arriviamo al tasto dolente, cioè le elezioni comunali di Ururi. Qual è la vostra posizione in merito?

La nostra posizione, come al solito, è chiara. Noi auspichiamo la ricostituzione di una coalizione di centrosinistra che vada unita alle prossime elezioni comunali. Detto questo, non possiamo che rimanere distanti anni luce dalle chiacchiere di paese che riferiscono di inciuci, alleanze trasversali, cambi di bandiera, candidature improponibili e quant’altro. Noi, siamo disponibili a qualunque trattativa ma solo con soggetti che si rispecchino veramente nei valori in cui crediamo e ci teniamo a ribadire che chiunque voglia avvicinarsi a noi dovrà farlo senza maschere. Nel corso della passata amministrazione abbiamo attuato iniziative serie, importanti e sempre a tutela della parte più debole della popolazione, vedi ad esempio la modifica dello Statuto Comunale per ribadire la contrarietà alla privatizzazione dell’acqua pubblica, l’ordine del giorno contro il deleterio federalismo fiscale proposto dal governo Berlusconi, l’abbassamento del ticket per la mensa scolastica e l’azzeramento totale del costo dello scuolabus per tutte le famiglie. Ebbene, la cosa che mi fa più rabbia è che, a fronte di tutto ciò, a qualcuno fa ancora comodo dipingerci esclusivamente come coloro che hanno affossato l’amministrazione Cocco. Come se fosse stato possibile andare avanti senza battere ciglio in presenza di questioni così gravi ed eclatanti. Se non riusciremo nel nostro obiettivo unitario è evidente che non staremo a guardare e percorreremo altre vie, confidando nella intelligenza dei cittadini di Ururi che sapranno scegliere coscienziosamente chi li dovrà amministrare.


(Intervista pubblicata su PRIMOPIANO MOLISE del 26.02.2011)


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